Orti etici: il Progetto

Orti E.t.i.c.i è un luogo nel quale si producono ortaggi biologici e si sperimentano relazioni; luogo di incontro, convivenza e formazione per persone con disagio sociale, di confronto tra diverse competenze e di sperimentazione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato

ortietici

Il primo gruppo di persone inserite nel progetto Orti ETICI con il responsabile educativo, cristiano marini. Nella fase iniziale, molte attività venivano svolte presso la BioColombini, dove è stata ripresa la foto.

Il progetto “Orti etici”, nasce nel 2008 con l’intento di promuovere innovazione responsabile e condivisione nel campo delle produzioni agricole di qualità e delle politiche di inclusione sociale, associando l’aspetto produttivo dell’azienda agricola a quello della riabilitazione sociale, attraverso l’inserimento lavorativo di persone appartenenti alle fasce deboli della popolazione e con bassa capacità contrattuale. Il progetto si svolge su terreni agricoli, destinati alla produzione ortiva biologica, messi a disposizione dal Centro di Ricerche Agro Ambientali E. Avanzi (nel testo CiRAA) dell’Università di Pisa.

Il progetto è nato dall’intuizione di creare una piattaforma di collaborazione tra soggetti di diversa natura, valorizzando ed integrando le competenze di ciascuno nel perseguire un unico obiettivo: promuovere integrazione sociale attraverso la produzione di cibo.

 Orti ETICI: i soggetti coinvolti

Pur essendo una opportunità di formazione ed inserimento lavorativo, Orti etici si presenta come un percorso complesso che si rivolge alle istituzioni, agli operatori del sociale, alla comunità locale, al mondo del consumo attento e solidale ed al mondo dell’agricoltura, con l’intento di generare buone pratiche ed un più intenso dialogo sociale.

Il progetto ha cercato in modo particolare il coinvolgimento dei gruppi di acquisto solidale già presenti nella zona pisana, che hanno aderito e supportato le scelte sociali ed etiche che stanno alla base del progetto, impegnandosi ad acquistare il prodotto finale. Si è creato così un legame “virtuoso” tra tutti i soggetti della filiera, dal produttore-utente al consumatore finale, nella convinzione che alla base della buona riuscita di un progetto di questo tipo ci debba essere una larga condivisione degli obiettivi e dei metodi.

Attraverso la collaborazione con le istituzioni operanti in ambito sociale (Società della salute) è stato attivato un percorso di indagine sul territorio dell’area pisana, per la costituzione di una rete sociale delle aziende agricole con le quali programmare ed attivare percorsi di agricoltura sociale. E’ attualmente in costituzione anche un Tavolo permanente di lavoro sull’agricoltura sociale, che coinvolge i diversi portatori di interesse presenti sul territorio: aziende agricole, terzo settore, associazioni di categoria agricole, istituzioni, servizi sociali etc….

 

Orti ETICI, una buana prassi di agricoltura sociale

Il progetto, in una fase di crisi economica e sociale, offre risposte concrete a percorsi di inclusione sociale attiva, alla necessità di assicurare cibo di qualità alle comunità locali, alla esigenza di assicurare strutture vive per la formazione universitaria e la ricerca, contrastando l’ipotesi di dismissione di beni pubblici e rilanciando il tema di una valorizzazione a fini collettivi.

Al centro del progetto un’innovazione sociale, quella dell’agricoltura sociale, volta a mobilizzare in modo nuovo le risorse di un territorio per fornire servizi innovativi alle comunità locali, mediante una collaborazione inedita tra mondo delle imprese – in questo caso agricole – mondo del sociale e strutture pubbliche. Il progetto, totalmente autofinanziato, propone una diversa sovrapposizione tra la creazione di valore economico e sociale dando corpo ad ipotesi di economia civile, in cui l’utilità sociale della pratica si lega al vincolo di sostenibilità economica e ad una diversa coesione tra portatori di progetto e comunità locale.

Il supporto al progetto deriva direttamente dai consumatori che scelgono di rifornirsi dei prodotti realizzati nelle strutture di San Piero tramite canali di filiera corta.

I ricavi della vendita dei prodotti, una volta coperti i costi vivi di produzione, sono usati per assicurare sostegno alle pratiche sociali e al costo degli educatori.

In una fase di drastico ridimensionamento delle risorse pubbliche disponibili per il sociale, il progetto Orti ETICI segna una possibilità di controtendenza, promuovendo la nascita di nuovi servizi sul territorio e facendo leva su una più attenta responsabilità e capacità di collaborazione tra servizi pubblici, terzo settore, mondo imprenditoriale e società civile. Orti ETICI offre anche evidenza di come la ricerca, quando impiega metodi partecipativi di lavoro (modo due della conoscenza), in collaborazione con gli attori del territorio, possa assicurare risposte utili alla crisi in atto e, allo stesso tempo, definire modelli di lavoro e prototipi trasferibili in altri contesti e soluzioni. Orti ETICI infatti, opera in un ambito di confine tra settori e competenze e rompe gli steccati specialistici, spesso divenuti fattori di blocco, per assicurare i processi di cambiamento utili in questa fase di rapida transizione sociale ed economica.